Conte Adalberto Malaspina, I

Conte Adalberto Malaspina, I

Male - Bef 1002    Has more than 100 ancestors but no descendants in this family tree.

Personal Information    |    Notes    |    All

  • Name Adalberto Malaspina 
    Prefix Conte 
    Suffix
    Relationshipwith Francis Fox
    Gender Male 
    Died Bef 13 Feb 1002 
    Person ID I251863  Geneagraphie
    Last Modified 19 Oct 2007 

    Father Conte Oberto Malaspina, I,   b. 912,   d. 972-975  (Age 63 years) 
    Mother Guilla di Spoleto,   d. Yes, date unknown 
    Siblings 1 sibling 
    Family ID F5623  Group Sheet  |  Family Chart

  • Notes 
    • Adalberto I (+ ante 13-I3-1002), Marchese e Conte (972 - 996); primogenito; governa insieme al fratello sui comitati di Luni, Genova e Tortona (governati direttamente) con diritti anche su Parma e Piacenza, nonché sui territori di Bobbio, Lavagna e Borgotaro; dona (24-9-996) dei beni siti in Tuna ai canonici di Parma, in questa donazione rispetta la volontà del figlio morto; alcuni beni in suo possesso sono forse di provenienza dalla moglie, ma la loro consistenza li rende forse di origine obertenga (zona di Parma); il Marchese Ugo (vivente ancora il 28-5-1035) sostituì gli Obertenghi nel comitato di Tortona a seguito della nomina da parte di Enrico II Imperatore nel 1014, in seguito alla congiura degli Obertenghi contro di lui.
      = …
      B1. Gisla (vivente nel 991)
      = Anselmo figlio del Marchese Aleramo
      B2. Berta (vivente nel 991)
      = Lanfranco I Conte di Aucia (976), Conte di Piacenza (999-1009).
      B3. Oberto (+ premorto al padre, ante 24-IX-996), da lui discendono i marchesi di Massa e Parodi (o Pallodi /
      Palodi), di Massa - Corsica, di Gavi e i Pallavicino e i Cavalcabò.
      = ………….
      C1. Adalberto II (+ ca. 1034), Marchese 1002/1033; forse partecipò alla spedizione contro Mugahid, sovrano
      delle Baleari, che lo scacciò dalla Lunigiana, Corsica e Sardegna (1015-1016); in questo periodo gli
      Obertenghi erano in contrasto contro l'Imperatore Enrico II e tramavano contro di lui; due componenti della famiglia erano prigionieri in Germania, ma in ogni caso la famiglia manteneva ancora il controllo su Genova; forse aggiunse al suo dominio anche la Corsica occidentale.
      = ……….
      D1. Guido (vivente nel 1051/1060 + ante 1074), Marchese 1051/1060. Forse primogenito; risiedeva a
      Filattiera e aveva terre a Valeriano e Comisano. Al suo tempo o forse prima entrarono a far parte dei
      possedimenti della famiglia (Marca Obertenga) anche le Cinque Terre. I primi paesi nominati nel secolo
      XI sono Monterosso che, nel 1056 è indicato come locus, e Vernazza che, nel 1050 è indicato come
      castrum. Ancora oggi vi sono le rovine di quelli che furono castello e dimora del Marchese Guido I di
      Adalberto II a Monterosso e del Marchese Alberto IV, detto Rufo, di Adalberto III, a Vernazza.
      = Matilde, sorella di Guglielmo Vescovo di Pavia.
      D2. Adalberto/Alberto III (vivente nel 1021 + 29-2-1080), Marchese 1039/1070. Forse secondogenito;
      nel 1033 possedeva beni a Quinto, Rapallo, Lavagna e Sestri; nel 1044 presiede con il suo congiunto
      Adalberto Azzo II un placito "in Valle Rapallo", quindi a questa data mantenevano ancora
      giurisdizione su Genova; dona, il 19-8-1051 alla chiesa di San Venerio in Tino alcune terre in Moneglia
      e Montale di Levanto; nel 1059 aveva diritti a Valevano, Verpiana, Camisano e Palaudum; possedeva
      Massa, Aulla e curtis Arcola a cui facevano capo tutti i suoi possessi; rientrava nei suoi possessi anche il
      castello della Pietra a Vobbia, inizialmente sotto la giurisdizione dei Vescovi di Tortona dai quali verso
      la metà del XI secolo fu ceduto a Marchesi di Gavi.
      = ……….
      E1. Alberto IV detto "Rufo" (+ ante VI-1094), Marchese 1080/1085. Aveva la proprietà di Massa da
      cui presero nome i suoi discendenti detti Marchesi di Massa e Corsica o Rufi. Sua moglie, già
      vedova, e suo figlio risiedevano in Aulla (VI-1094). Con lui inizia l'indebolimento verso la città di
      Genova, mentre i marchesi riuscirono a mantenere i loro possessi in Corsica e Sardegna. Lotta
      contro il vescovo di Luni e muore nel castello di Massa. Al suo tempo o forse prima entrarono a far
      parte dei possedimenti della famiglia (Marca Obertenga) anche le Cinque Terre. I primi paesi
      nominati nel secolo XI sono Monterosso che, nel 1056 è indicato come locus, e Vernazza che, nel
      1050 è indicato come castrum.
      = Giuditta (Iolicta/Iulitta), figlia di Oberto/Uberto di Arduino Conte di Parma (+ post 1094).
      F1. Guglielmo Francesco detto "Francigena" (+ post 1139/ante 1145), Marchese di Parodi;
      nominato nella pace di Lucca unitamente ai suoi congiunti (1124). Parodi Ligure è indicato
      come Palladium o Castrum Palladii in documenti dell'alto Medioevo; agli inizi del secolo XI
      divenne feudo degli Obertenghi, dai quali passò agli Zueta fino al 1158, anno in cui fu ceduto
      al Comune di Genova che vi eresse una imponente fortezza.
      = ………..
      G1. Alberto detto "Zueta" (+ ante 1166), Marchese di Parodi. Conservava la giurisdizione
      sugli arimanni in Val Polcevera, probabilmente a Langasco e Ceranesi. Conservava la
      giurisdizione sugli arimanni in Val Polcevera, probabilmente a Langasco e Ceranesi.
      Nel 1148 il castello di Parodi venne comprato per 700 lire dal Marchese Alberto Zueta
      e dalla Contessa Matilde di Parodi per ottenere la liberazione del di lei marito, Alberto
      di Parodi, prigioniero degli uomini di Castelletto. Nel 1158 cedette Parodi al Comune
      di Genova.
      = Matilde, figlia di Ranieri I Marchese del Monferrato e di Gisela dei Conti Palatini di
      Borgogna (+ post 1148) (v.)
      H1. Guglielmo detto "Saraceno" (+ ante 1199), Marchese di Parodi.
      = ……….
      I1. Guglielmo detto Pal(l)odino o Palloda (+ ante 1223), Marchese di Parodi.
      = ………
      J1. Corrado (+ post 1237), Marchese di Parodi.
      I2. Moruello (+ post 1198), Marchese di Parodi.
      = ……….
      J1. Andrea Bianco/Anselmo (+ post 1237), Marchese di Parodi, poi Marchese
      di Massa e Corsica. Eredita i beni di Guglielmo (I) Marchese di Massa e
      Corsica, Giudice di Cagliari situati in Toscana (Massa e Lunigiana) per qualche
      ragione ignota (1214). Fu tutore, durante la sua giovinezza, di Guglielmo
      Salusio V Giudice di Cagliari figlio di Benedetta di Massa, poi sostituito in
      tale incarico da Agnese di Massa. In altri testi si chiama Anselmo.
      = ……….
      K1. Guglielmo (+ post 1253), Marchese di Massa.
      = ……..
      L1. Palladino, Marchese di Massa e Corsica.
      = ……..
      M1. Andrea Materassa (+ post 1276), Marchese di Massa e Corsica.
      = ……..
      N1. Cappone, Marchese di Massa e Corsica.
      M2. Giovanni, Vescovo di Massa Marittima.
      M3. Fredino I, Marchese di Massa e Corsica.
      = ……..
      N1. Fredino II, Marchese di Massa e Corsica.
      N2. Roberto, Marchese di Massa e Corsica.
      N3. Rolluccio, Marchese di Massa e Corsica.
      L2. Andrea (+ post 1276), Marchese di Massa.
      K2. Alberto (+ post 1253), ebbe dei figli.
      J2. (Parentela incerta) Bartolomeo
      H2. Ranieri (+ post 1171/ante 1223), Marchese di Parodi. Secondo l'abate Ughelli
      questo Marchese era figlio di Moroello e quindi fratello di Andrea Bianco. Nominato
      in una convenzione con Genova del 1223 (da cui risulta già morto), in cui sono
      garanti per i figli i Signori Da Passano).
      = ……….
      I1. Corrado (+ post 1223), Marchese di Parodi. Nominato in una convenzione con
      Genova del 1223, in cui sono garanti per lui e il fratello i Signori Da Passano.
      I2. Opizzino/Ubicino (+ post 1223), Marchese di Parodi. Nominato in una
      convenzione con Genova del 1223, in cui sono garanti per lui e il fratello i
      Signori Da Passano.
      F2. Guido (circa 1065 - 1116), Marchese di Gavi. Notizie storiche certe sul Castello di Gavi si
      hanno nel 973. In quel periodo Gavi apparteneva alla famiglia degli Obertenghi. Da lui discese
      il ramo dei marchesi che dal XII secolo assunse il titolo "di Gavi". Primo Marchese di Gavi fu
      Guido, insediatosi in loco intorno al 1065, il quale verso il 1116 cedette il marchesato al figlio
      Alberto. Durante il lunghissimo dominio di Alberto (60 anni), Gavi, contornata da potenze in
      netto sviluppo quali il vasto comune di Tortona, il Marchesato Aleramico e Genova, e in
      posizione commercialmente strategica (aveva buona parte del torrente Lemme, ma si estendeva
      anche, variegatamente, in Valle Scrivia), vide svilupparsi la sua potenza e diventare pedina
      ambitissima. Gavi si trovò spesso al centro di dispute e di alleanze, godendo di un periodo
      sereno solo durante il dominio dell'Imperatore Federico I legato da amicizia ai marchesi di Gavi
      ed in possesso di una torre sul Castello in cui soggiornò più volte. Alla morte del Barbarossa
      (1190) le sorti del marchesato di Gavi andarono sempre più declinando fino a quando il 16-9-
      1202 con atto ufficiale, passarono ai Genovesi il borgo, il castello e la curia, composta da
      Tassarolo, Pasturana, Montaldo (Rigoroso), Amelio, Croce e Gottorba, e tutto il loro territorio
      oltre Scrivia. Verso la fine del marchesato di Gavi (1060-1202) apparvero i primi Consoli del
      Comune (a testimonianza il patto Alessandria - Asti del 1197 recita "… salva pactione
      Marchionum de Gavio et Comunis de Gavio") e fu creato lo stemma di Gavi (interzato in fasce
      bianche e rosse). I Marchesi di Gavi possedevano anche Ovada, donata inizialmente (967) da
      Ottone I, assieme ad altri territori dell'Alto e del Basso Monferrato, al Marchese Aleramo.
      Successivamente Ovada passò dai Marchei di Gavi, poi ai Marchesi del Bosco e quindi
      pervenne ai Malaspina che, nel 1277, la vendettero, a più riprese, alla Repubblica di Genova.
      = ……….
      G1. Alberto I (+ ante 1175), Marchese di Gavi (1116 - ante 1175). I Marchesi di Gavi cedono
      Voltaggio col suo castello, che in precedenza era appartenuta al Comitato di Tortona, a
      Genova nel 1127 o 1121. I Genovesi, per assicurarsi un corridoio sicuro che consentisse
      loro di scavalcare i valichi appenninici al riparo delle angherie dei signori feudali e dei
      briganti, si espansero oltregiogo; invadendo l'alta Val Polcevera giunsero ai confini del
      dominio adalbertino dei Marchesi di Massa e Parodi (castello di Gavi) che ostacolavano i
      principali valichi dell'Appennino. Nel 1121 con un forte esercito valicarono il Giogo e
      presero Schiappino, Mondrasso, Pietra Bisciara e il castello di Fiaccone e l'anno dopo
      (1122) comprarono dal Marchese Alberto di Gavi il castello di Voltaggio e i suoi redditi
      (per 400 lire). Nel 1128 l'esercito prese Montaldo poi donato al Comune e a Tortona
      nell'agosto 1144. Nel 1130 il Marchese di Gavi fu costretto a giurare la Compagna, ma solo
      nel 1191 vendette il castello di Gavi aprendo così a Genova una doppia via con l'entroterra.
      Con la convenzione stipulata a Gavi il 15-8-1172 tra gli Alessandrini e Alberto Marchese di
      Gavi, i primi si obbligarono a custodire e difendere in caso di guerre i castelli e le terre di
      proprietà del secondo, ossia Pastoriana/Pasturana, Gavi, Montaldeo, Aimero e Tassarolo,
      mentre i primi erano esentati dal pagamento dei pedaggi.
      = ……….
      H1. Giovanni (+ ante 1202), Marchese di Gavi.
      = ………
      I1. Raniero (+ post 1208), Marchese di Gavi. Verso il 1192 i Marchesi e il
      Comune di Gavi, nel frattempo costituitosi, si posero sotto la protezione di
      Alessandria. Nel 1197 i Marchesi di Gavi, stanchi di subire il dominio genovese e le
      umiliazioni che ne derivavano, si unirono ai Marchesi di Parodi e tentarono di
      ribellarsi, ma furono sconfitti. Anche la successiva rivolta del 1198 non fu
      favorevole ai Marchesi. Il maniero fu oggetto di continui attacchi proprio per la sua
      posizione militare strategica fino a quando, nel 1202, con atto ufficiale stipulato
      nella chiesa di San Giacomo di Gavi, i Marchesi cedettero per 4.000 lire i loro
      diritti su Gavi alla Repubblica di Genova, con l'obbligo, poi sancito nel 1231, di
      pagare tributi ad Alessandria. Da quel momento Gavi rimase solo comune con
      propri consoli e statuti. Ebbe dei figli.
      I2. Guido (+ ante 1202), Marchese di Gavi.
      = ……….
      J1. Giovanni (+ ante 1231), Marchese di Gavi.
      = Maria (+ post 1266).
      K1. Giacomo (+ ante 1274), Marchese di Gavi.
      = …………
      L1. Andrea (+ post 1291), Marchese di Gavi.
      K2. Manfredo (+ post 1289), Marchese di Gavi.
      a) = Agnese, figlia di Lanfranco/Lamberto Spinola, Patrizio Genovese, e di
      Isabella de Lacon-Gunale (+ post 1253);
      b) = Verdina, figlia di Luchetto Grimaldi, Patrizio Genovese (+ post
      1255).
      L1. (ex 1°) Percivalle (+ post 1295), Marchese di Gavi.
      L2. (ex 1°) Luchetto / Lucheto (+ post 1282).
      L3. (ex 1°) Nicolò (+ post 1345).
      L4. (ex 1°) Tartaro (+ post 1325/1335).
      L5. (ex 1°) Giacomo (+ post 1331).
      L6. (ex 1°) Paolo (+ post 1316).
      L7. (ex 1°) Leone (+ post 1304).
      L8. (ex 1°) Tedisio (+ post 1339).
      L9. (ex 1°) Margherita
      L10. (ex 1°) Antelina
      K3. Contessina (+ post 1256)
      = Simonetto Doria (+ ante 1275).
      J2. Oberto (Obizzo) (+ post 1233), Marchese di Gavi.
      = ………….
      K1. Giovanni (+ post 1292), Marchese di Gavi.
      = Giacoma, figlia di Giacomo Ottone Usodimare, Patrizio Genovese (+ post
      1250).
      I3. Guglielmo (+ post 1210), ebbe dei figli.
      = Giacoma Pevere (+ post 1260).
      I4. Alberto II (+ post 1218), Marchese di Gavi.
      = ………..
      J1. Maria
      = Ugo Embriaci, Patrizio Genovese (+ post 1229).
      J2. Federico (+ post 1278), Marchese di Gavi.
      = Sibilla, figlia di Enrico Di Negro, Patrizio Genovese (+ post 1251).
      K1. Enrico (+ post 1274), Marchese di Gavi.
      K2. Andreolo/Andrea (+ post 1287), Canonico di Tortona e Arciprete di
      Viguzzolo.
      J3. Alberto III (+ ca. 1269), Marchese di Gavi.
      = Caracosa, figlia del Marchese Alberto Malaspina (v.)
      K1. Guglielmo (+ post 1232), Marchese di Gavi.
      = Lia, figlia di Fulcone Zaccaria, Patrizio Genovese (+ post 1288) (v.)
      K2. (Parentela incerta) Leone
      K3. (Parentela incerta) Agnese (+ post 1264)
      = Lanfranco Doria, Patrizio Genovese (+ post 1264).
      I5. (Parentela incerta) Gherardo (+ post 1178).
      H2. Guglielmo (+ post 1198), Marchese di Gavi. Nel 1183 investe di parte di Tortona
      Bernardo Guidobono Signore di Cassano Spinola della famiglia dei Signori di Arquata.
      H3. Manfredo (+ post 1181), Marchese di Gavi.
      H4. Giacomo/Anselmo, Marchese di Gavi. Forse ebbe discendenza.
      F3. Oberto detto "Brattoporrata/Brotoporrada" (+ ante 1146), Marchese di Massa e Corsica; lotta
      a lungo contro il Vescovo di Luni che voleva dominare Massa. Forse partecipa alla pace di
      Lucca insieme ai suoi congiunti (1124).
      = ……….
      G1. (forse figlio del precedente) Alberto detto "Corso" (+ post 1150), Marchese di Massa e
      Corsica; pose fine alle pretese del vescovo di Luni su Massa, che rimase alla sua famiglia.
      = Calcesana, figlia di Lamberto de Curte (+ post 1150), e già vedova di Vernaccio Signore
      di Piombino.
      H1. Oberto (+ post 1190), Marchese di Massa e Corsica, Giudice di Cagliari 1188/1190.
      = Giorgia de Lacon-Gunale, figlia di Costantino Salusio III Giudice di Cagliari e di
      Giorgia de Lacon-Gunale dei Giudici di Arborea. (v.)
      I1. Guglielmo (+ 1214), Marchese di Massa e Corsica, Giudice di Cagliari dal 1190
      con il nome di Salusio IV, Giudice di Arborea dal 1195.
      a) = Adelasia, figlia del Marchese Moruello Malaspina e di una Frangipani (v.)
      b) = Guisiana, figlia di Guido Burgundione Conte di Capraia (+ post 1206) (v.)
      J1. (ex 1°) Benedetta (+ 1232), erede del giudicato di Cagliari e di ½ di Arborea.
      a) = 1214 Barisone II de Lacon-Serra Giudice d'Arborea (v.)
      b) = 1219 ca. Lamberto Visconti Giudice di Gallura (v.)
      c) = (il terzo matrimonio con Enrico di Capula è incerto)
      d) = il Conte Rinaldo Gualandi (v.)
      J2. (ex 1°) Agnese (+ post 15-10-1256), tutrice del nipote Guglielmo Salusio V.
      a) = Mariano II de Lacon-Gunale Giudice di Torres e Arborea (v.)
      b) = post 1232 Ranieri della Gherardesca Conte di Bolgheri (v.)
      J3. (ex 2°) Preziosa (+ ante 1230), ereditò ½ del giudicato di Arborea.
      = 1206 ca. Ugone I de Bas Giudice d'Arborea (v.)
      I2. Una figlia
      H2. Guglielmo (+ post 1202), Marchese di Massa. Forse primogenito; successe al padre
      in Massa; esplicò una politica di ampio respiro allargando gli orizzonti della famiglia:
      fece alleanza con l'Imperatore Federico I Barbarossa che seguì nelle imprese italiane; fu
      Vicario Imperiale per Garfagnana e Versilia; fu bene accetto da Pisa; aiutò la famiglia
      nelle vicende in Sardegna, in particolare il fratello quando gli morì il suocero Costantino
      Salusio III; forse non ebbe figli e la sua eredità comunque pervenne in qualche modo ad
      Andrea Bianco / Anselmo Marchese di Parodi.
      = ……….
      I1. Guido (+ post 1202), Marchese di Massa.
      F4. Ugo (+ post 1124), Marchese della Corsica.
      E2. Ugo (+ ante 1080), Marchese, menzionato nel 1080.
      E3. Guido, Marchese, menzionato nel 1081. Chierico.
      D3. Oberto (III) ( vivente nel 1055-1059, + ante 1101), Marchese 1055/1059. Forse terzogenito; risiedeva
      a Filattiera e possedeva terre a Valeriano e Comisano.
      C2. (posizione ignota) Berta
      = Olderico Manfredi Marchese di Torino.
      C3. ………….., Marchese ?/1045, capostipite dal nome ignoto dei Marchesi Pallavicino e Cavalcabò
      = …………
      D1. Oberto Adalberto (+ ante 11-11-1095), Marchese (1084).
      = ……….
      E1. Oberto (+ ?), Marchese (1092-1095).
      = …………
      F1. Oberto Pelavicino (+ …), Marchese.
      = …………..
      G1. …………….
      = …………..
      H1. Guglielmo Pallavicino, per la sua discendenza v. Pallavicino .
      F2. Marchese Corrado, capostipite dei Cavalcabò


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